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Ritrarre i figli che crescono: il servizio fotografico adolescenti

Quando i nostri figli si affacciano all’adolescenza, fotografarli diventa un “privilegio” che spesso ci concedono con il contagocce. I ragazzi imparano in fretta ad autogestire la loro immagine con i selfie e le istantanee digitali. Di fronte alla fotocamera dello smartphone sono perfettamente a proprio agio, mentre spesso diventano più sfuggenti con le fotografie di famiglia.

Regalare un servizio fotografico artistico si rivela una bellissima esperienza, che vivranno mettendosi in gioco con entusiasmo.

Oltre ad arricchire i ricordi fotografici di famiglia con la bellezza e l’esuberanza di questa loro età di crescita e cambiamento, il servizio fotografico è un’opportunità per offrire ai figli adolescenti uno sguardo artistico sul loro corpo che cambia, e che a volte tendono a giudicare con severità.

Noi fotografi AIFB seguiamo le famiglie in tutte le fasi della vita e amiamo lavorare con i preadolescenti e i teenagers, perché il rapporto che si instaura con loro è magico e permette di tirare fuori i lati della loro personalità che a un primo sguardo sono nascosti.

Per organizzare al meglio un servizio fotografico per i tuoi figli che crescono bisogna considerare alcuni aspetti.

1- Creare un rapporto diretto con il teenager

Ogni fotografo sa instaurare un rapporto adatto all’età e al carattere del soggetto che ritrae. Se lavorando con i bambini l’abilità sta nel creare una situazione giocosa, stimolante e rispettosa, guai a trattare da bambino un preadolescente!

Solitamente il primo contatto avviene con il genitore, che ci racconta qualcosa del figlio, del suo carattere. Tenendo a mente queste informazioni, sul set fotografico ci concentreremo a creare un rapporto empatico con il teenager.

Rompere il ghiaccio iniziale, entrare nel mondo delle cose che lo appassionano con le domande giuste, chiacchierando degli amici, dei cantanti preferiti o della squadra del cuore ci aiuta a sondare i suoi gusti, le sue preferenze, capire cosa è disposto a tirare fuori del suo carattere. Il nostro atteggiamento non giudica, è confidenziale ma non invadente, comunica “Sono qui per te, per creare insieme un’esperienza in cui puoi essere te stesso, mostrare la bellezza della tua unicità”. Gli scatti nasceranno in modo naturale, sperimentando e divertendoci a dare voce ai suoi gusti e ai suoi talenti. Tra una risata, un cambio di look e di ambientazione, le rigidità iniziali cadono e l’obiettivo cattura le espressioni autentiche del viso, del corpo, gli occhi vivaci e diretti. Il segreto è creare un ritmo rapido, alternare le situazioni e coinvolgerlo prima che la noia lo assalga.
Infine, è importante che sul set i gusti e la presenza dei genitori passino in secondo piano, anche se in realtà il fotografo è sempre attento a mediare tra genitori e figli, interpretando le aspettative di tutti.

2- Come vestirsi? Qualche consiglio per il look

A volte il look degli adolescenti è una vera spina nel fianco dei genitori! Sul set alcune semplici regole ci aiutano a ottenere buone foto.

Durante gli accordi prima del servizio fotografico consigliamo sempre di portare varie opzioni di look, gli indumenti preferiti dal figlio e qualche capo più basic, in tinta unita e colori facilmente abbinabili, in modo da avere dei cambi e delle alternative da abbinare. Se il giovane pratica uno sport, suona uno strumento, ha un portafortuna o desidera qualche immagine con il suo cane, portarli sul set è un’ottima cosa, che ci permette di dare un’impronta personalizzata al servizio.

Noi fotografi non giudichiamo mai l’abbigliamento e non facciamo commenti in termini di brutto/bello/eccessivo. Semplicemente spieghiamo al ragazzo perché un indumento non dà buoni risultati in foto: una maglia con una fantasia ipnotica o con loghi e scritte distrae lo sguardo, alcuni colori non si adattano bene all’incarnato o con le luci del set assumono sfumature poco gradevoli, un make-up pesante restituisce nella fotografia tratti appesantiti e invecchiati. Durante gli scatti alterneremo i vari look, in modo da avere effetti più neutri accanto ad altri più grintosi.

3- Sorridere non è indispensabile

Rispettare la personalità di un adolescente significa farlo sentire libero da aspettative, non forzare nessuna posa o espressione che ci si potrebbe aspettare da una foto.

La timidezza non è qualcosa di cui vergognarsi. Parlando e coinvolgendolo, man mano le barriere si allentano e sbocciano i sorrisi spontanei, le espressioni pensose, gli sguardi pieni di vita, quelli da duro, l’autenticità, la tenerezza di chi si sente già grande e “si dà un tono”.
Lasciare un adolescente libero di essere come si sente durante la sessione fotografica lo aiuta a capire che può essere bello e vero con qualsiasi stato d’animo, senza interpretare un personaggio. Farlo sentire protagonista di un processo artistico è un’esperienza che gratifica la sua autostima.


4- Vedere la propria immagine con occhi diversi

Ogni volta che noi fotografi AIFB scattiamo dei servizi agli adolescenti, prima o poi arriva il momento in cui si sentono abbastanza a loro agio da iniziare a enumerarci i loro difetti.

“Sto serio perché ho un brutto sorriso, non fotografarmi di profilo perché sto male, sono troppo alto/magro/basso/robusto” e così via. Questo ci spiazza, perché abbiamo di fronte delle splendide persone nel fiore degli anni. Vorremmo spiegare che solo proprio le piccole imperfezioni a renderci unici e interessanti, ma più delle nostre parole sono le nostre fotografie a parlare al cuore dei teenagers.
Il nostro segreto è assecondarli nei primi scatti e, man mano che chiacchierano e si rilassano, farli uscire dalla loro confort zone, dai limiti che si sono costruiti. È proprio quando si sentono a loro agio che dimenticano i loro timori, lasciano da parte l’impaccio e nascono le foto migliori.
Dopo la lavorazione degli scatti raw, quando arriva il momento della scelta delle foto da stampare, la cosa più bella è vedere lo stupore e la gioia nei loro occhi. “Sono proprio io quella ragazza/quel ragazzo del ritratto?”.

La forma del naso, il sorriso, la statura e la corporatura passano in secondo piano, perché i nostri figli smettono di analizzare impietosamente i dettagli del loro corpo e imparano a vedere l’armonia di una persona.

[Immagine in evidenza: Photo Credits Arianna Borriello Fotografie]

Manuela

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