Ispirazione fotografica

Le associazioni dei colori nei bambini

Una tappa importante nello sviluppo dei bambini è l’apprendimento dei colori, ed è un processo abbastanza complicato: non solo il bambino deve imparare a riconoscere i colori primari, ma anche le varie altre tonalità di colore, le gradazioni e sfumature, e poi associare ogni colore con una parola, per nominarlo.

I neonati nelle prime settimane di vita vedono prevalentemente sfumature di grigio, nero e bianco. Se vogliamo stimolarne la vista e intrattenerli con attività leggere durante il giorno, possiamo proporre loro figure o giochi che si basino proprio sul contrasto di colore bianco-nero.

A partire dai tre mesi di vita, i bambini iniziano a percepire i colori brillanti: possiamo quindi introdurli nella loro vita attraverso giochi di legno, o anche nell’arredare la loro cameretta.

Intorno all’anno e mezzo i bambini sono in grado di distinguere le tonalità.
Tra i 3 e i 4 anni i bambini imparano i nomi dei colori, distinguendoli bene. In questo periodo possiamo aiutarli a riconoscere i colori primari: giallo, rosso, blu.

Alla scuola materna i bambini imparano i colori secondari: con il giallo e il blu possiamo formare il verde; con il rosso e il blu possiamo creare il viola; e così via…

Intorno ai 5 anni i bambini iniziano a manifestare i loro gusti personali in fatto di colori: è questo il momento in cui chiedono di vestirsi da soli o scelgono abbinamenti azzardati. Se prima potevamo mandarli all’asilo vestiti comodi, ma carini, adesso spesso ci toccherà assecondare la loro sperimentazione personale, lasciandoli entrare in classe vestiti come semafori.

È intorno ai 6 anni, epoca della prima elementare, che il senso della vista è pienamente sviluppato nei bambini, imparando anche a focalizzare lo sguardo e soffermarsi sui piccoli particolari. Non a caso, tra i libri preferiti dai bambini, ci sono quelli illustrati, in cui si devono distinguere molti particolari: sono i classici paginoni colorati per ‘aguzzare la vista’, e ogni volta riservano grandi sorprese, oltre a potenziare la vista e la concentrazione dei bambini.

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Come insegnare i colori ai bambini

Maria Montessori aveva ideato un metodo efficace e divertente per lasciare che i bambini imparassero i colori: la ruota Montessori dei colori.

Possiamo creare un cerchio di cartoncino e dividerlo in spicchi, segnandoli con la matita. Ogni spicchio deve essere colorato con un colore diverso, per esempio utilizzando tempere o acrilici.
Per ogni colore, dobbiamo creare una molletta corrispondente, dello stesso colore: il bambino dovrà pinzare la molletta abbinandola al colore presente sulla ruota.
In seguito, quando il bambino saprà leggere, possiamo scrivere il nome del colore sulla molletta, invece che cercare la corrispondenza cromatica.

La vita dei bambini è a colori

I colori non appartengono solo alle competenze scolastiche, né si riducono ad avere un ruolo puramente estetico nella nostra vita.

I colori infatti possono influenzare il nostro stato d’animo, l’apprendimento, la produttività o il comportamento di un bambino, e di conseguenza di una persona.

I colori sono strumento essenziale di apprendimento: per esempio in matematica aiutano i bambini a distinguere unità, decine e centinaia. In italiano li aiutano a distinguere il verbo dal soggetto. Sui rubinetti il colore ci aiuta a distinguere il caldo dal freddo. E così via…

Il colore è mezzo per esprimere la propria energia creativa.

Il colore produce bellezza, ha un effetto sulla nostra vita quotidiana, ci spinge a credere nella creatività come mezzo di soluzione dei problemi – il cosiddetto problem solving.

Lasciamo i bambini liberi di utilizzare il colore e manipolarlo a piacimento. Osserviamo le loro scelte, cerchiamo di comprendere se attraverso i propri disegni ci stanno comunicando qualcosa, o si iniziano ad intravedere gli aspetti principali della loro personalità.

I colori caldi come il giallo, l’arancio e il rosso rappresentano l’energia, la positività, ma anche la rabbia e l’aggressività.
I colori freddi come il blu, il viola e il verde rappresentano la serenità e la spiritualità, ma anche la riservatezza o la tristezza.
Il marrone esprime solidità, il nero opposizione, il grigio neutralità.

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Con quali colori vestire i bambini

In fatto di abbigliamento, possiamo trovare un compromesso tra l’energia vitale dei bambini e la nostra esigenza di vestirli in modo consono agli ambienti di vita.

Per esempio possiamo comporre l’outfit metà ciascuno: noi scegliamo il pezzo di sotto, in colori più sobri e neutri, e il bambino sceglie il pezzo di sopra. Niente abbigliamento da semaforo, quindi, e anche l’abbigliamento è salvo.

È comunque importante non reprimere il senso estetico dei bambini, anche se non corrisponde ai nostri gusti: lasciamo che siano loro a scegliere come vestirsi, perché è anche attraverso l’abbigliamento che noi diciamo agli altri chi siamo, cosa pensiamo, quali sono i nostri sentimenti.

I colori infatti permettono ai bambini di esprimere il proprio punto di vista sul mondo, soprattutto se non hanno ancora una elevata proprietà di linguaggio.

E permettono ai bambini di non essere condizionati dalla razionalità: gli alberi possono avere folte chiome azzurre e gli elefanti essere colorati di rosa.

La scuola li abituerà alla performance, a colorare nei bordi e a usare colori convenzionali per definire gli oggetti… ma nel segreto del nostro cuore, da bambini e da adulti, sappiamo che possiamo pensare creativamente anche se la vita è fatta di bordi, perché la creatività è salda nel nostro cuore.

(Fotografia di inizio post: Paola Adele Cazzaniga)

Manuela

Manuela