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Fotografia e privacy: il fotografo professionista tutela le tue immagini

La privacy è sempre più importante nel nostro mondo moderno: non a caso il Garante chiede che le informative sui trattamenti dei dati siano sempre palesi, da quando facciamo la tessera fedeltà nel nostro supermercato preferito, a quando navighiamo su un sito Internet o ci iscriviamo a un’email.

Per noi di AIFB, in quanto fotografi professionisti sul territorio nazionale e con un profilo comunicativo e formativo anche internazionale, la privacy è ancora più importante, perché spesso abbiamo a che fare con foto di famiglia, ritratti, fotografie di bambini, newborn.

Ma come funziona la Legge sulla divulgazione delle immagini di minori in Italia?

Innanzitutto la divulgazione di fotografie ritraenti minori, a qualsiasi scopo lecito, deve avvenire solo con l’esplicito consenso di entrambi i genitori, attraverso una liberatoria.
Questo consenso può essere revocato in qualsiasi momento.

Se le foto ritraenti il minore vengono pubblicate a scopi promozionali o pubblicitari, occorre infine anche una liberatoria sulla privacy.

Per noi di AIFB la tutela dei minori e della loro privacy non è comunque solo un adempimento legale, ma soprattutto una scelta etica: il nostro lavoro ci permette di lavorare a contatto con bambini e famiglie straordinari, per cui nutriamo un enorme rispetto e affetto.

Il legame tra il fotografo e la famiglia è così stretto e così intimo, che non ci sentiremmo di violarlo in alcun modo: è una delle nostre linee guida fondamentali, requisito per considerarci fotografi professionisti.

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Privacy dei minori e mezzi di informazione

La tutela dei dati personali soprattutto dei minori è argomento scottante, che trova fondamento negli artt.2 della Costituzione e 10 c.c., e su cui, oltre al Codice Privacy – D.lgs. 196/2003 – ed alla normativa comunitaria, si è da tempo espressa anche la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia (approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con L. 27 maggio 1991, n. 176), secondo cui in tutti gli atti relativi ai minori, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente (art. 3); nessun fanciullo può essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa o nella sua corrispondenza, nè a lesioni illecite del suo onore e della sua reputazione; ogni fanciullo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o atteggiamenti lesivi (art. 16).
Fonte: https://www.privacy.it/2018/01/08/privacy-minori-giornalismo/

Anche i mezzi di informazione devono quindi attenersi a queste norme. Anche se può essere lecito fotografare persone in manifestazioni ed eventi pubblici, resta sempre il divieto di associare tali immagini a contenuti o articoli denigratori o lesivi.
Per esempio: una foto di due bambini che giocano, messa dentro un articolo giornalistico che parla di associazioni a delinquere.

Il Codice di deontologia dei giornalisti del 29/7/98 dedica l’art.7:

“Al fine di tutelarne la personalità, il giornalista non pubblica i nomi dei minori coinvolti in fatti di cronaca, né fornisce particolari in grado di condurre alla loro identificazione.

La tutela della personalità del minore si estende, tenuto conto della qualità della notizia e delle sue componenti, ai fatti che non siano specificamente reati.

Il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca; qualora, tuttavia, per motivi di rilevante interesse pubblico e fermo restando i limiti di legge, il giornalista decida di diffondere notizie o immagini riguardanti minori, dovrà farsi carico della responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero nell’interesse oggettivo del minore, secondo i principi e i limiti stabiliti dalla “Carta di Treviso”.

Stesso concetto è appunto esplicitato nella Carta di Treviso, sottoscritta dall’Ordine dei Giornalisti, in cui si recita che nessun bambino dovrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegali nella sua “privacy” né ad illeciti attentati al suo onore o alla sua reputazione.

La vostra famiglia, la nostra etica professionale

Chi partecipa ad un servizio fotografico con gli associati AIFB, avrà quindi sempre la possibilità di scegliere se desidera che le sue immagini vengano pubblicate online, e in che modalità.

Ma in ogni caso avrete sempre una certezza: le nostre fotografie rispettano la persona umana, anche nella fotografia newborn. Mai ci sogneremmo di fotografare bambini sofferenti, in pose o situazioni che ledano la loro immagine.

Perché per noi l’immagine di una persona non è solo una questione puramente estetica: attraverso le nostre fotografie noi raccontiamo storie di felicità, storie d’amore, storie di vita.

Con la gratitudine e la dedizione che contraddistinguono un fotografo che conosce il dono della sua professione: l’incredibile gioia che può trarre ispirazione dalla vita, dall’esistenza e dalle persone; l’incredibile contatto umano e la relazione che si frappongono tra noi e il nostro obiettivo.

[Foto principale: Lavinia Mandolini]

Manuela

Manuela