Genitori

La privacy nelle fotografie dei bambini: quali pubblicare, quali stampare

Internet, social, fotografie digitali e smartphone con fotocamere eccellenti: oggi possiamo documentare quotidianamente la nostra vita e la vita dei figli, postando le nostre foto e condividendole con gli amici. Fino a che punto? Come tutelare la privacy nelle fotografie dei bambini?

Fotografie dei bambini sui social network

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I genitori si dividono in due gruppi: chi pubblica fotografie sui social, chi non pubblica nessuna immagine. Possiamo certamente trovare una sana via di mezzo, che ci permetta di condividere con amici e conoscenti i momenti belli della nostra vita, senza però oltrepassare il limite della sicurezza.

Il problema non riguarda solo l’uso che gli altri possono fare delle fotografie dei nostri figli, ma l’uso che noi stessi facciamo della loro immagine.

Non di rado capita di vedere, su Facebook, immagini di bambini piangenti, malati, in situazioni di disagio: spesso i genitori postano le fotografi sui social per chiedere consigli sulle malattie infettive, per identificare problemi di salute. Il risultato è che chiediamo a perfetti estranei di esaminare il corpo dei nostri figli, dando spesso una diagnosi non supportata da conoscenze mediche, dimenticando che è solo il pediatra che può fare una vera diagnosi e darci i suggerimenti giusti.

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La domanda da porci prima di pubblicare sui social una fotografia dei nostri figli è sempre una sola:
– Io sarei contento se fossi ritratto in quel modo sui social?

Pubblichiamo dunque immagini di bambini solo se rispettano la loro dignità, non li ritraggono in situazioni ridicole o imbarazzanti, o in situazioni di malattia o disagio fisico o psicologico.

Ci sono fotografie che non andrebbero mai pubblicate online, ma tenute per sé:

  • se ritraggono bambini svestiti, durante il cambio del pannolino o il bagnetto;
  • se ritraggono i bambini in situazioni imbarazzanti;
  • se ritraggono i bambini in modo ridicolo, che potrebbero trasformarsi in meme su Internet;
  • foto di pagelle, risultati sportivi, diplomi e tutto ciò che possa fornire informazioni sulla vita e la posizione del bambino.

La geolocalizzazione

Spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma ogni status che pubblichiamo su Facebook e Instagram rivela la nostra posizione e quella dei figli.

Questo vale sia d’estate, in cui possiamo diventare specchietto per le allodole di ladri e malintenzionati, che non aspettano altro che comunichiamo la nostra assenza da casa.

Ma vale anche per chi vuole sapere cosa fanno i nostri figli, chi frequentano, dove si trovano, dove possono essere trovati.

Le fotografie scolastiche

Per Legge, le immagini dei minori non possono essere divulgate senza un esplicito consenso dei loro genitori. È per questo motivo che a scuola ci viene richiesto di firmare un consenso alle riprese video e fotografiche, durante le recite o le attività di laboratorio.

Se dunque stiamo facendo le riprese della recita di fine anno della scuola, o se stiamo scattando fotografie, ricordiamoci che non abbiamo il permesso di divulgarle, condividerle o metterle online senza un consenso firmato di chi ha la tutela del minore.

Le fotografie da far stampare

 

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Dobbiamo dunque smettere di fotografare i nostri figli? Ovviamente no!

Possiamo fotografarli e anche mostrare le loro immagini sui social, purché ne rispettiamo la dignità, l’immagine, la privacy.

Quello che certamente dovremmo fare, è tenere traccia delle tappe salienti della vita dei figli, dei ricordi felici, dei momenti più belli della vita insieme. E per farlo, non c’è nulla di meglio che stampare le fotografie, raccoglierle negli album di famiglia e tramandarle di generazione in generazione.

Le fotografie digitali si perdono, si cancellano, spariscono. Le fotografie stampate restano per sempre.

Sarebbe bellissimo iniziare dalle fotografie di nascita: documentare il momento del parto e della nascita del bambino, le emozioni che la famiglia ha vissuto in quegli istanti, i primi sguardi e i primi abbracci.

Allo stesso modo, nei momenti importanti della nostra vita, potremmo coinvolgere un fotografo professionista per una sessione fotografica di ritratto di famiglia: non sono fotografie impostate o impersonali, ma fotografie di qualità che raccontano per immagini lo stretto rapporto con i figli, cogliendo la famiglia in momenti di intimità unica e straordinaria.

Ragazzi e social network: quali regole

 

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Quando i figli diventano grandi, tocca a loro rispettare le regole sul corretto uso dei social network. E queste regole possiamo insegnarle ai figli direttamente con l’esempio, oltre che tenendo vivo un vero dialogo e un vero ascolto.

Adolescenti e social:

  1. I social network sono di solito vietati sotto i 13-14 anni, in base alla piattaforma: iniziamo con il rispettare le regole di ingresso e condividerle con i figli;
  2. I genitori dovrebbero sempre poter avere accesso al profilo dei figli, essere ‘amici’ sui social, poter far parte della loro vita online, e viceversa;
  3. I ragazzi non dovrebbero chattare in privato con sconosciuti: molto meglio iniziare da piccole chat con i compagni di scuola o gli amici più stretti;
  4. I ragazzi dovrebbero moderare la pubblicazione delle proprie fotografie, magari proprio ragionando con i genitori – all’inizio – sulle immagini adatte a ritrarli;
  5. Ogni computer, telefono o tablet dovrebbe sempre possedere un sistema di parental control adatto all’età del bambino.

Internet è una finestra straordinaria sul mondo: ci permette di conoscere persone di ogni cultura, di ampliare i nostri orizzonti, imparare, leggere, studiare, migliorare. Non è Internet il problema, ma il modo in cui lo usiamo.

(Fotografia in apertura: Paola Adele Cazzaniga – Photographer)

Manuela

Manuela