Ispirazione fotografica

Come fare belle fotografie ai bambini

Continuano i nostri consigli per imparare a fare belle fotografie ai bambini. Dopo la prima parte in cui abbiamo parlato di cosa fotografare, come creare una situazione interessante da fotografare e come coinvolgere i bambini oggi ti diamo suggerimenti pratici per utilizzare bene la luce sia all’aperto che in casa, migliorare l’inquadratura e scegliere le foto migliori.

Concentrati sull’inquadratura prima di scattare

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Anche in una foto scattata di getto è possibile prestare attenzione all’inquadratura e migliorare la qualità dello scatto da “inquadratura casuale” a “studiata spontaneità”. Imparare a studiare l’inquadratura prima di fare clic ti regalerà risultati migliori.

Inizia a fare un esercizio che presto diventerà automatico: chiediti cosa vuoi comunicare con quella fotografia e individua il protagonista, che non deve essere sempre il bambino, ma può essere un gioco, un animale, un dettaglio curioso. Concentrati su di lui e su pochi altri elementi di contorno.

Meglio togliere elementi all’immagine invece di riempirla di oggetti che creano confusione, affollamento e rendono difficile capire cosa vuoi raccontare con l’immagine.

Il soggetto della fotografia non deve essere necessariamente essere al centro. Prova a sperimentare: posizionalo in punti diversi, spostato a sinistra o tutto a destra, fotografato dall’alto o dal basso, e ti divertirai a ottenere inquadrature particolari e foto più interessanti. Ricorda di inquadrare in modo da evitare elementi intrusi o tagliati, che disturbano l’armonia.

Anche sfocare alcuni elementi dello sfondo per mettere a fuoco un dettaglio è un’idea che aggiunge personalità a una foto e che ti darà ottime soddisfazioni, specialmente nei ritratti. A proposito, molte macchine digitali hanno una modalità “Ritratto” che sfoca lo sfondo: utilizzala ricordando di illuminare il sensore dell’autofocus sugli occhi del bambino.

Impara a usare lo zoom per fare foto che ritraggono dettagli: una manina, uno sguardo, un gioco. Avrai un set di foto molto interessanti da riguardare nel tempo.

Utilizza come guida per comporre l’immagine le linee, le forme e i colori che hai a disposizione. All’aperto è molto semplice: sentieri, prospettive create dagli alberi, la linea dell’orizzonte, steccati, ombrelloni, barche portano naturalmente lo sguardo di chi osserva la foto verso il soggetto centrale. In casa cerca di stringere la foto in modo da escludere troppi elementi di disturbo: mobili, oggetti, sfondi disordinati.

Impara a usare la luce

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La luce è l’ingrediente fondamentale di ogni foto, apparentemente semplice da usare ma spesso responsabile di brutte fotografie ai bambini:

  • troppa luce appiattisce i soggetti, li porta a strizzare gli occhi e a fare smorfie istintive;
  • poca luce crea foto sgranate e confuse;
  • a seconda dell’angolazione da cui proviene, la luce genera ombre forti, che se non utilizzate ad arte rovinano l’effetto complessivo.

Il consiglio che noi fotografi AIFB ti diamo senza pensarci due volte è: evita il più possibile l’uso del flash, che spesso produce effetti terribili, occhi spiritati e persone illuminate da lampi irreali.
Le belle fotografie si nutrono di luce naturale.

Se fotografi in casa, cerca di aumentare l’illuminazione naturale: scosta le tende, rimuovi ostacoli, accendi una lampada vicino al bambino (ma fuori dall’inquadratura) oppure chiedi a chi è in casa con te di usare la modalità torcia del cellulare per illuminare il soggetto, senza ovviamente puntargli la luce negli occhi. È un espediente che regala luci morbide e gradevoli!

Quando fotografi all’aperto, ricorda che la luce migliore in genere è al mattino prima delle 11.30 e il pomeriggio dopo le 15.30. È una luce calda, morbida, carezzevole, permette alle persone di essere naturali e non crea macchie e rifrazioni sulla foto. Al mattino presto e al tramonto avrai una luce dorata per valorizzare i visi, esattamente all’opposto di un flash.

Non fotografare i bambini con il sole in faccia, pena foto con gli occhi chiusi ed espressioni innaturali, ma preferisci una luce laterale, che dà tridimensionalità ai visi e dona armonia alla composizione.

La fonte di luce posteriore, che si trova alle spalle del bambino, è più complessa da usare ma, con un po’ di prove, è fenomenale per dare effetti creativi, contrasti, valorizzare le silhouette e aggiungere un’aura luminosa intorno ai capelli e ai contorni della figura.

Due parole sull’intensità della luce: con una sorgente di luce ampia e diffusa (come un cielo sereno, una grande finestra) l’effetto sarà morbido, le ombre sfumate e il contrasto lieve; con una sorgente di luce piccola e direzionata la differenza tra parti in ombra e parti in luce sarà molto marcata, con contrasti netti.
Tenendo a mente queste informazioni , potrai osservare la situazione che hai di fronte prima di fotografare e sapere quale insidie e opportunità la luce ti offre.

Seleziona gli scatti per avere #solobellefoto

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È arrivato il momento di decidere quali fotografie tenere e quali buttare dalla torre. È un’operazione difficile, la tentazione sarebbe quella di tenerle tutte perché ognuna ha qualcosa da salvare, però che vantaggio avresti nel conservare un mare di foto mediocri, che rendono difficile trovare quelle davvero meritevoli di una stampa, di un ingrandimento, dell’inserimento nell’album dei ricordi?

Grazie ai cellulari e alle macchine digitali ogni giorno è l’occasione per fotografare i tuoi figli e i vostri momenti insieme. Un po’ di pulizia digitale serve a eliminare le immagini poco significative e a fare spazio per ricordi di famiglia belli da rivedere.

Ecco qualche consiglio per guardare con obiettività le fotografie ai bambini e guidare la tua selezione:

  • Elimina le foto sopraesposte o sottoesposte (a meno di saperle modificare bene con un programma di fotoritocco);
  • Elimina le foto mosse o dove il soggetto principale è sfocato;
  • Cancella le foto che non comunicano niente, quelle che, riguardandole, pensi “Boh, chissà perché ho scattato questa, dove eravamo, cosa facevamo?”;
  • Via le immagini con l’orizzonte storto;
  • Nel cestino le immagini con elementi di disturbo: aloni, macchie, ma anche elementi e personaggi non previsti che irrompono nella foto: sagome di passanti, rifiuti nel prato, etc.;
  • Via le foto doppie e quelle simili: è molto saggio fare 2/3 scatti di seguito per scongiurare il rischio di occhi chiusi e smorfie, però poi tieni solo la migliore;
  • Via quelle con la composizione sbagliata, dove non si riesce a individuare subito il soggetto principale;
  • Addio agli scatti che a pelle non ti emozionano.

Nel momento in cui selezioni ogni foto, soffermati a osservare in cosa è sbagliata e come potresti migliorare: è un esercizio che ti sarà prezioso per le prossime volte.

Foto di inizio post: Virginia Cornici, 2017.

Manuela

Manuela