Genitori

Come creare la storia della propria famiglia adottiva

I bambini non vogliono genitori perfetti. Vogliono genitori autentici.
Probabilmente questa è la chiave di svolta per un genitore adottivo: strutturare il percorso dell’adozione e della propria famiglia adottiva in un racconto di vita, invece che confinarlo a mera rivelazione.

Un racconto della propria vita, e della vita vissuta con il proprio figlio, passo dopo passo, attraverso la spiegazione della propria storia.

Ciò che è più difficile, per un bambino adottato, è la risposta alla domanda: Non sono stato amato? Non mi hanno voluto? Sono stato abbandonato?

Ancora prima di voler capire da chi è nato, il bambino si chiede se è stato amato.

Sì, sei stato amato, sei stato voluto, sei stato cercato: noi ti stavamo cercando, noi ti abbiamo amato ancora prima di conoscerti, noi ti abbiamo voluto perché amavamo già l’idea di te, ancora prima di incontrarti.

C’è quasi un racconto familiare, una storia di parole e immagini che la famiglia adottiva può proporre al suo bambino.

La costruzione del legame familiare attraverso la verbalizzazione delle proprie emozioni:

  • il lutto di non poter avere figli naturali;
  • il desiderio di questo bambino, proprio questo bambino;
  • la paura di non riuscire a incontrarlo mai;
  • l’incontenibile felicità nel vederlo la prima volta e sapere – essere consapevoli – di essere stati destinati gli uni agli altri.

Una continuità che le famiglie adottive possono dare ai figli, senza far loro percepire lo stacco tra il prima e il dopo, tra la storia del passato e la storia del presente.

Per dare fiducia al figlio, per dirgli che è sempre stato amato, per aiutarlo a percepirsi come una persona intera, che non si è divisa a metà, ma ha soltanto camminato verso la costruzione di un nuovo, magnifico, legame familiare.

La gioia. La gioia di essere i tuoi genitori è la penna che ha scritto la tua storia, la storia che ti ha portato fino a noi, e che ha portato noi vicino a te.

Tutti noi dobbiamo, prima o poi, imparare a vivere con il nostro dolore.
I genitori adottivi dovranno imparare a gestire il dolore di un figlio mai nato.
Il bambino adottato dovrà imparare a gestire il dolore dell’abbandono.

Ognuno di noi può abbracciare il suo dolore e accoglierlo, affrontarlo con resilienza, imparare ad essere felice adesso, e domani, perché il passato esiste, ma non può più tornare, non è più un nostro problema, non ha più il potere di condizionarci.

Abbiamo un dolore: noi il nostro, tu il tuo. Ma era un dolore di tanto tempo fa, e dove c’era il dolore adesso c’è la gioia. Dove c’era il dolore adesso c’è una famiglia.

Insieme, genitori e figli della famiglia adottiva, possono creare il proprio racconto. Una storia che possono scrivere insieme, attraverso le parole, le fotografie, gli scontrini, i ritagli di carta, i primi ricordi insieme.

Come raccontare la storia di un’adozione

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La storia di una famiglia adottiva inizia dal suo lieto fine: da lì si snoda il percorso, da lì cresce l’amore. È lì che si congiungono il passato e il futuro.

Possiamo comprare un taccuino dalle pagine bianche e iniziare a completarlo con le parole delle nostre emozioni: paura, gioia, rabbia, sollievo, dolore, affetto.
Intorno ad ogni parola possiamo segnare una data, un avvenimento, una breve frase che spieghi quel preciso istante in cui l’emozione ci ha invasi.

Con i colori possiamo disegnare la famiglia, le prime parole che ci siamo detti, il primo sorriso che ci siamo donati. Scrivere i nostri nomi dentro un cerchio colorato e mostrare al bambino che adesso quel nucleo è unito per sempre, che lo protegge da tutto ciò che sta fuori, che è la sua zona sicura.

Le fotografie ci aiuteranno a fissare la nostra storia di vita con questo bambino

Fotografie di un figlio voluto, amato, atteso. Fotografie che lo ritraggono piccolo, coccolato, abbracciato.
Fotografie che gli dimostrano che lui è stato davvero amato.

Ecco le fotografie in cui ti abbracciavamo quando eri piccolo. Perché noi ti abbiamo voluto, ti abbiamo fatto il posto dentro la nostra testa e dentro il nostro cuore, perché sei tu il figlio che abbiamo sempre cercato.

Il primo giorno: ci serve la fotografia del nostro primo giorno insieme, la fotografia che testimonia la nascita di quella famiglia.

Una famiglia nata da una scelta.

Manuela

Manuela