BlogIspirazione fotografica

Bambini e fotografie: un punto di vista originale

I bambini hanno un punto di vista speciale, sul mondo: guardano bene dove mettono i piedi, ma allo stesso tempo sanno vivere con il naso all’insù. Hanno un punto di vista originale sulla vita, creativo e allo stesso tempo competente.

Maria Montessori diceva infatti che il bambino è davvero un essere competente. Una persona che è capace di ‘fare’ in modo autonomo.

Per questo la Montessori ha sempre ritenuto che gli adulti non debbano avere paura che i bambini maneggino oggetti delicati: essi sanno bene come usare un bicchiere di vetro, come travasare l’acqua, come usare i piatti di ceramica.

Ma, soprattutto, così come specificato nel Metodo Montessori, questi oggetti contengono in sé già la possibilità di riconoscere il proprio errore e di autocorreggersi: quando un bambino rompe un bicchiere, non ha bisogno che noi gli diciamo: Hai rotto il bicchiere! – Il bambino comprende da solo il suo errore e presterà molta più attenzione nei giorni successivi.

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Così si educa in modo positivo: invece che impedire che i bambini commettano errori, si può insegnare loro a prendersi cura degli oggetti, dei giochi e della propria casa, e lasciare che ne facciano esperienza diretta.

Hai un cervello in testa. E piedi nelle tue scarpe. Sei in grado di puntare in ogni direzione che scegli. Sei da solo. E sai quello di cui sei capace. Sei Tu che deciderai dove andare.
(Dr. Seuss)

Spesso invece, proprio per la paura che i bambini rompano qualcosa, tendiamo a dare loro surrogati di oggetti veri: bicchieri di plastica, piatti di carta, giochi che simulano la realtà (la cucina finta, i cibi finti, le monete finte…). Preferiamo che i bambini ‘facciano finta di’, invece che imparare a prendersi cura degli oggetti veri, utilizzandoli nel modo corretto.

E se invece iniziassimo a fidarci dei figli, dando loro un oggetto prezioso?

Bambini che fotografano: il punto di vista dei bambini quando scattano una foto

Uno dei modi migliori per conoscere il proprio figlio, capire il suo punto di vista e il suo pensiero interiore, è vedere come usa la macchina fotografica.
Come scatta le foto, quali soggetti sceglie, qual è lo sguardo con cui ci osserva, quali sono i suoi posti preferiti, i suoi colori preferiti, i momenti che vuole ricordare nel futuro.

Potremmo dare ai bambini una vera macchina fotografica compatta, con una scheda di memoria sufficientemente spaziosa, per comprenderli anche attraverso i loro scatti.
Cosa ci dicono? Cosa vedono i nostri figli?

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Un giorno nostro figlio potrebbe diventare un fotografo di bambini, un membro AIFB

Aiutiamo i figli a comprendere che anche dietro la creatività esistono delle regole formali, la fatica di imparare, aggiornarsi, conoscere alla perfezione la propria materia.

Un fotografo di bambini può scattare con il cuore perché prima ha imparato la tecnica della fotografia, si è aggiornato, ha fatto pratica e studiato.

Dopo aver guardato insieme ai bambini i loro primi scatti, proviamo a dare loro gli strumenti per scattare le fotografie più belle:

  • Tenere dritto l’orizzonte, imparando a guardare il mondo in prospettiva;
  • Controllare lo sfondo delle fotografie, per imparare a concentrarsi su ciò che fanno e senza distrazioni;
  • Usare lo zoom, per imparare a cogliere i particolari della vita e delle persone, con grande spirito di osservazione;
  • Mettere a fuoco le immagini, perché nella propria vita ogni obiettivo avrà bisogno di concentrazione e di focalizzazione;
  • Scattare tante fotografie, perché la vita è fatta di prove, confronti, correzione degli errori e nuovi tentativi;
  • Stampare le foto migliori, perché i ricordi sono le radici del nostro futuro.

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La fotografia è una scuola di vita, anche per i bambini.
AIFB, Associazione Italiana Fotografi di Bambini, ha in questo la sua missione: proteggere l’infanzia nella sua pura bellezza, nella sua poesia delle piccole cose. Ritrarre i bambini nella loro forza, con tutta la delicatezza possibile.

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Durante le nostre sessioni di fotografia con i bambini, c’è tutta quella esperienza: fatta di studio, sacrificio, energia, creatività e amore assoluto per il proprio lavoro, e per l’eredità di una fotografia. La quale, nella stampa fine art, trova la sua realizzazione.

A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino.
(Picasso)

Ai bambini possiamo insegnare questo: che il proprio sguardo originale sul mondo va preservato, e la propria passione va coltivata con lo studio. Fino ad arrivare dove arrivano i grandi artisti: tornare alla semplicità dei bambini e alla loro visione.

Featured Photo Credits: Lisa Conti. 

Manuela

Manuela