Genitori

Bambini, fotografie e albero genealogico: la storia della famiglia

Secondo la classificazione Montessori, possiamo parlare di caratteristiche uniche e peculiari nei bambini, in base alla loro età:

  • toddler, fino ai 36 mesi;
  • primary, dai 3 ai 6 anni;
  • elementary, dai 6 ai 12 anni.

Neonati e ruolo della genealogia

Un bambino che è stato cercato, nasce di solito prima dentro la testa e il cuore dei suoi genitori: è il bambino ideale, immaginario. Ideale non perché sia visto come bambino perfetto, ma come bambino idealizzato.

I neo genitori scrivono una storia di puro amore verso il proprio bambino ideale; questa relazione nasce dalla sua presenza che si fa sempre più reale: la pancia che cresce, la percezione dei suoi movimenti. Il contatto attraverso le sensazioni della pelle.

Quando il bambino nasce, i genitori rimettono insieme i pezzi del loro bambino reale, insieme a quelli del bambino ideale. Cercano di far combaciare questi due bambini, di trasferire l’amore provato in gravidanza al bambino appena nato.

Il bambino specchiato

Il bambino vede la sua immagine nello specchio dei genitori: nel loro sguardo egli si sente desiderato, protetto, amato.

Dapprima attraverso la madre, che è ancora espressione della sua essenza, e ne rappresenta la volontà e i bisogni.

Poi attraverso il passaggio fondamentale che lo porta a passare dal cosiddetto ‘bambino della madre’ a ‘figlio del padre’.

In questi anni il bambino si vede e si percepisce attraverso lo sguardo dei suoi genitori: se questo sarà uno sguardo di amore e di cura, il bambino si sentirà amato e curato – e crescerà nella fiducia e nella forza.

Le fotografie della sua infanzia sono il pretesto ‘letterario’ per raccontare ai figli la propria storia, ma soprattutto i sentimenti, la relazione e le emozioni che si celano dietro i suoi primi anni di vita – di cui i genitori ricordano ogni istante, e il bambino non ricorda nulla.

Foto che gli dicono: sei qui perché prima eri nella nostra testa e nel nostro cuore, perché ti abbiamo fatto spazio, perché ti abbiamo abbracciato, amato, coccolato.

Foto che mostrano i volti dei nonni, dei parenti lontani: un primo approccio alle origini del bambino, alla storia della sua famiglia, alle sue relazioni diffuse.

Bambini in età prescolare: fotografia e albero genealogico

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Dai 3 ai 5 anni i bambini sono perfettamente in grado di comprendere gli ordini di parentela: riconoscono le figure dei nonni, il legame con gli zii, i cuginetti…

Questo è il momento in cui costruire insieme un piccolo albero genealogico fotografico, per insegnare al bambino anche le nomenclature di parentela, le più complicate: nuora, genero,. prozio…

Tu di chi sei figlio? Di chi sei il nipote? I tuoi cuginetti sono da parte del ramo materno o paterno?

A questa età spesso il bambino inizia a tratteggiare il disegno della famiglia: grandi teste con occhi sbilenchi e sorrisi sdentati, mani che si toccano, corpi a bastoncino e un grande sole che svetta dall’alto del foglio.

Il bambino disegna le sue relazioni, fotografa i propri sentimenti familiari.

Bambini e scuola elementare:
lo storytelling delle relazioni attraverso la fotografia

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A 6-7 anni i bambini sono in grado di ascoltare storie.

È il momento giusto per proporre loro un album fotografico sotto forma di art journal, completo di appunti, annotazioni, piccoli ricordi attaccati vicino alle fotografie – per raccontare la storia personale, unica e meravigliosa del singolo bambino.

La sua storia come racconto di ciò che è diventato, il resoconto delle sue tappe e delle sue autonomie, ma anche le relazioni che ha instaurato, il legame forte e straordinario che ha intrecciato con i suoi parenti prossimi.

Un albero genealogico che diventa un racconto, una biografia orale e visiva per il bambino, per sentirsi importante nella storia della sua famiglia, per prendere il suo posto nel mondo.

Albero genealogico per i bambini adottati

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Un bambino adottato ha subito una perdita iniziale: si è perso, ma è anche stato perso. Subisce sicuramente la paura dell’abbandono, ma soprattutto la pressione quasi magnetica dell’incognita che il suo passato rappresenta.

Ma è ugualmente un bambino che è stato voluto, desiderato, pensato egli stesso come un bambino ideale. Un bambino per cui la famiglia ha lottato, e ha vinto.

Questa è la sua genealogia: la sua storia nuova, la sua prima seconda vita, il momento in cui la famiglia adottiva lo accolto e gli ha fatto posto nel cuore.

Nel suo album di fotografie o albero genealogico, ci saranno le immagini del primo incontro con i nuovi genitori, un ritratto di famiglia, le emozioni scritte che i genitori e lui stesso hanno provato in quel primo, lunghissimo, timido e coraggioso abbraccio.

L’abbraccio che lo ha fatto nascere di nuovo.

Manuela

Manuela